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PO FSE 2014-2020

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Benvenuto nel nuovo sito dedicato al Programma Operativo 2007-2013 del Fondo Sociale Europeo della Regione Siciliana.

Il P.O. 2007-2013 si avvale del Fondo Sociale Europeo per sostenere i cittadini e le imprese nella costruzione del proprio futuro, finanziando attività di istruzione e formazione che favoriscono l'accesso al mondo del lavoro e che, allo stesso tempo, offrono alle aziende l'opportunità di avvalersi di risorse umane conformi agli scenari produttivi moderni. 

Il sito è organizzato nelle seguenti otto sezioni:

scopril'FSE
tutto quello che c'è da sapere sul Fondo Sociale Europeo

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raccolta delle notizie e degli aggiornamenti

Avvisi & Bandi
archivio documentazione di tutti gli avvisi e i bandi

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lista dei corsi proposti dai beneficiari

Comunicazione
gli strumenti di divulgazione del Fondo Sociale Europeo

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assetto organico e relativi riferimenti

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la struttura di questo sito

  

Primo Piano


Il 6 ottobre 2011, la Commissione ha proposto una serie di regole che determineranno l'operato del Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020. La proposta fa parte di un pacchetto legislativo per il futuro della politica di coesione dell'UE e consentirà all'FSE di continuare ad assicurare sostegno concreto a chi ha bisogno di aiuto per trovare un impiego o per migliorare la propria posizione lavorativa.

Quali cambiamenti sono stati proposti per l'FSE?

Lo scopo del Fondo sociale europeo è migliorare le opportunità occupazionali, promuovere l'istruzione e l'apprendimento permanente, potenziare l'inclusione sociale, contribuire alla lotta alla povertà e sviluppare le capacità istituzionali della pubblica amministrazione. Con la nuova proposta, il ruolo dell'FSE sarà rafforzato:

  • Per ogni categoria di regioni sarà stanziata una quota minima del budget, più alta rispetto a prima (almeno il 25 % per le regioni meno sviluppate, il 40 % per le regioni di transizione e il 52 % per le regioni più sviluppate). Tale quota corrisponde ad almeno 84 miliardi di euro per l'FSE, rispetto agli attuali 75 miliardi.
  • Gli Stati membri dovranno concentrare i finanziamenti dell'FSE su un numero limitato di obiettivi e priorità di investimento in linea con la strategia Europa 2020, con l'obiettivo di migliorarne l'impatto e raggiungere una massa critica.
  • Una quota minima del 20 % dell'FSE sarà destinata ad azioni di inclusione sociale.
  • Si porrà una maggiore enfasi sulla lotta alla disoccupazione giovanile, sulla promozione dell'invecchiamento sano e attivo e sul sostegno alle comunità e ai gruppi più svantaggiati, come i Rom.
  • Sarà assicurato un maggior sostegno all'innovazione sociale, ovvero al collaudo e all'applicazione su vasta scala di soluzioni innovative per rispondere a esigenze sociali, ad esempio per sostenere l'inclusione sociale.
  • Sarà ulteriormente incoraggiata la partecipazione di parti sociali e società civile, in particolare delle organizzazioni non governative (ONG), all'attuazione dell'FSE, tramite programmi di sviluppo delle capacità, la promozione di strategie di sviluppo locale attuate dalle collettività e la semplificazione dei meccanismi di intervento. Le regole che disciplinano il rimborso dei progetti da parte dell'FSE saranno semplificate, in particolare per i "piccoli" beneficiari (ONG, piccole e medie imprese ecc.), che rappresentano almeno il 50 % dei destinatari dei finanziamenti.
  • I costi delle attrezzature collegate agli investimenti in capitale sociale e umano saranno ammissibili ai fini del finanziamento dell'FSE.

L'FSE potrà inoltre essere utilizzato come garanzia per i prestiti assunti da organismi degli Stati membri per finanziare misure che rientrano nel suo campo di intervento.

Principali innovazioni per i fondi della politica di coesione dell'UE

Tutte le regioni dell'UE continueranno a ricevere sostegno nell'ambito di tre categorie:

  • le regioni meno sviluppate, con un PIL pro capite inferiore al 75 % della media UE, che continueranno a essere la priorità fondamentale;
  • le regioni di transizione, con un PIL pro capite compreso tra il 75 % e il 90 % della media UE-27;
  • le regioni più sviluppate, con un PIL pro capite superiore al 90 % della media.

La seconda categoria, che abbraccia 51 regioni e oltre 72 milioni di persone, favorisce la transizione delle regioni diventate più competitive negli ultimi anni, ma ancora bisognose di un sostegno mirato. Si prevede che, a partire dal 2014, 20 regioni emergeranno dall'attuale obiettivo "Convergenza" (regioni meno sviluppate), a testimonianza del successo della politica di coesione.

I contratti di partenariato siglati tra la Commissione e gli Stati membri fisseranno gli impegni nazionali richiesti per centrare gli obiettivi di Europa 2020. Gli investimenti dell'FSE saranno totalmente allineati con gli obiettivi e le priorità di Europa 2020 nel campo dell'occupazione, dell'istruzione e della riduzione della povertà.

Il quadro strategico comune contenente tutte le priorità fondamentali dell'UE si applicherà a tutti i fondi, compresi quelli per lo sviluppo rurale e la pesca. Agli Stati membri sarà consentito di coniugare FESR, FSE e Fondo di coesione in programmi "multifondo" per migliorare il coordinamento sul campo [e conseguire uno sviluppo integrato].

Saranno introdotte nuove condizioni per garantire che i finanziamenti contribuiscano efficacemente al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020. In particolare, l'erogazione dei fondi sarà subordinata alla presenza di alcune condizioni ex ante (ad esempio, il corretto funzionamento del sistema degli appalti pubblici).

La programmazione comunitaria 2014-2020 propone un nuovo metodo di lavoro basato su 7 innovazioni di metodo, 3 opzioni strategiche e 11 aree tematiche comuni all'UE.